Contabilità Ambientale

Ultima modifica 29 marzo 2021

Contabilità Ambientale,strumento per Sviluppo Sostenibile

La Commissione Mondiale per l'Ambiente e lo Sviluppo, nel documento Our Common Future (più comunemente noto come Rapporto Bruntland, 1987), definisce lo sviluppo sostenibile come quello sviluppo che soddisfa i bisogni della presente generazione senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare i propri.

La successiva Conferenza di Rio (1992), promuovendo Agenda XXI quale piano di azione delle Nazioni Unite per lo Sviluppo Sostenibile, segna certamente una svolta decisiva nel modo di concepire le politiche ambientali.

Agenda XXI riconosce infatti alle autorità locali un ruolo fondamentale nella realizzazione dello sviluppo sostenibile, nei suoi tre contesti di riferimento - economico, sociale, ambientale - come si legge nel documento di riferimento:

 

"Dato che molti dei problemi e delle relative soluzioni individuati da Agenda XXI hanno origine su base locale, la partecipazione e la cooperazione delle autorità locali sarà un fattore determinante nel raggiungimento degli obiettivi stabiliti. Le autorità locali, infatti costruiscono, mantengono e rinnovano le infrastrutture economiche, sociali e ambientali, sovrintendono ai processi di pianificazione, stabiliscono politiche e regolamentazioni ambientali e concorrono all'attuazione delle politiche ambientali nazionali e regionali. Quale livello di governo più vicino alla popolazione, giocano un ruolo vitale nel sensibilizzare e nell'educare la propria comunità e nel rispondere ad essa in materia di sviluppo sostenibile."

 

Con particolare riferimento al contesto ambientale, Agenda XXI si configura come un programma dinamico che comprende un susseguirsi ciclico di diversi momenti : individuazione dei problemi e delle relative cause, definizioni degli obiettivi, individuazione delle priorità di intervento, attuazione di piani d'azione, verifica a revisione.

Tale processo necessita di strumenti di supporto anch'essi ciclici e dinamici : la contabilità ambientale, insieme ai sistemi di gestione ambientale, si configura appunto come uno di questi principali strumenti. Non a caso infatti, accanto al proliferare di programmi locali per l'Agenda XXI, si registra da parte di qualche pubblica amministrazione la volontà di porre in atto sperimentazioni di contabilità ambientale nel tentativo di conoscere lo stato dell'ambiente e di valutare correttamente gli impatti delle politiche su di esso.

 

Una definizione di Contabilità Ambientale.

Con il termine Contabilità Ambientale si intende un sistema che permette di rilevare, organizzare, gestire e comunicare informazioni e dati ambientali, questi ultimi espressi in unità fisiche e monetarie. A seconda che l'utilizzatore del sistema sia un'organizzazione pubblica o privata si parlerà di contabilità ambientale pubblica o di impresa.

Numerose aziende private nell'intento di diminuire sprechi di risorse ed impatti negativi nonchè di migliorare le strategie di comunicazione ambientale (rivolte sia al proprio interno sia alla opinione pubblica) hanno sperimentato già da tempo e con successo gli strumenti della Contabilità ambientale e del Bilancio ambientale.

Al contrario tali strumenti non risultano ad oggi altrettanto adottati da parte della pubblica amministrazione.

 

Il Disegno di Legge n. 6251.

"Legge quadro in materia di contabilità ambientale dello Stato, delle Regioni e degli Enti Locali".

La situazione sopra descritta è destinata a mutare radicalmente secondo quanto dispone il Disegno di Legge n. 6251 (attualmente all'esame delle commissioni parlamentari) che, se approvato, renderà a tutti gli enti locali, con gradualità diverse, l'obbligo di approvare bilanci ambientali satellite ("documenti sulla sostenibilità") accanto e contestualmente ai consueti ed ordinari bilanci.

La finalità della legge, come recita l'art.1, è infatti :

 

"l'integrazione dei documenti e degli atti di programmazione economico-finanziaria e di bilancio dello Stato, delle Regioni, delle Province e dei Comuni, con l'indicazione delle informazioni e degli obiettivi riguardanti la sostenibilità ambientale dello sviluppo allo scopo di definire un adeguato supporto definitivo agli organi della decisione politica."

 

In questo senso la legge recepisce quanto il Parlamento Europeo ha approvato nel 1995 nell'ambito della risoluzione sul programma della Commissione in materia di indicatori ambientali e contabilità verde nazionale. Tale risoluzione ribadisce che "non vi può essere sviluppo sostenibile senza contabilità ambientale".

E' opportuno sottolineare come la scelta di applicare una forma di contabilità ambientale ai bilanci degli enti locali in forma ordinaria ed obbligatoria costituisca elemento di novità assoluta rispetto alle esperienze già in corso a livello europeo.

In particolare, è fissato il termine del 2004 per lo Stato, le Regioni, le Province e i Comuni capoluogo di provincia e quello del 2008 per i Comuni non capoluogo di provincia con popolazione inferiore ai centomila abitanti.

 

Gli strumenti della Contabilità Ambientale.

Il Dls fissa come punto di partenza l'adozione, a decorrere dal 2003, di un sistema di Conti Ambientali definiti come :

 

"l'insieme delle informazioni che nell'ambito del sistema statistico nazionale descrivono:

la consistenza e le variazioni del patrimonio naturale;

le interazioni tra economia ed ambiente;

le spese per la prevenzione, la protezione e il ripristino in materia ambientale".

 

I conti ambientali descrivono quindi la pressione, espressa in unità fisiche, esercitata dalle attività economiche sull'ambiente naturale.

A livello operativo il Dls indica quali strumenti per la costruzione del sistema informativo quelli validati a livello internazionale : il NAMEA (conti economici integrati con indicatori ambientali), il SERIEE (conto satellite per l'individuazione della spesa per la protezione dell'ambiente) e gli indicatori settoriali di pressione ambientale (per misurare il rapporto fra sistema naturale e sistema antropico). Il NAMEA e il SERIEE, essendo matrici di conti di complessa realizzazione, sono attualmente applicabili solo a livello di Stato e Regioni. Al contrario, gli indicatori di pressione settoriale, per la loro capacità di rappresentazione delle caratteristiche di ciascun territorio, sono adatti ad essere utilizzati in ambito di Comuni e Province.

 

Prime esperienze di Contabilità Ambientale.

Se il 2003 è il termine fissato per la scelta, l'adozione e l'implementazione di Conti Ambientali, la legge prevede ed incentiva una fase preliminare di sperimentazione.

E' significativo sottolineare che alcuni Comuni e Province abbiano già avviato (o manifestato la volontà di avviare) la sperimentazione ancor prima della legge. Si tratta appunto di esperienze pilota, dal momento che la contabilità ambientale degli enti locali non ha ancora trovato una sua piena espressione nè a livello teorico nè a livello applicativo. Tuttavia, dalle esperienze di contabilità d'impresa e di contabilità nazionale, si possono trarre utili indicazioni per trattare in modo efficace le informazioni che riguardano il rapporto tra un ente locale e l'ambiente.

Tra gli enti che per primi hanno messo in atto tentativi di approdare a veri e proprio bilanci ambientali ricordiamo le Province di Bologna e di Modena, il Comune di Ferrara.

Si cita infine il Progetto CONT.A.RE (CONTabilità Ambientale REgionale), un progetto interregionale cofinanziato dal Ministero dell'Ambiente, che vede la partecipazione di Regione Toscana, in qualità di capogruppo, Regione Emilia-Romagna, Regione Liguria, Regione Piemonte, Provincia Autonoma di Bolzano, Provincia Autonoma di Trento.

 

Il Progetto Pilota di Contabilità Ambientale promosso dalla Fondazione per l'Ambiente.

Nel quadro di riferimento sopra descritto, si inserisce l'iniziativa promossa dalla Fondazione per l'Ambiente "T.Fenoglio" di sperimentare presso un Comune di medie dimensioni quale è quello di Settimo Torinese un primo approccio di contabilità ambientale quale strumento di supporto alle decisioni anche in relazione con gli obiettivi e le azioni proposte nel Piano d'Azione di Indirizzo della Agenda Locale XXI.

Ciò che si intende realizzare non è un semplice rapporto sullo stato dell'ambiente bensì un modello di contabilità ambientale che pur essendo rappresentativo della specifica realtà locale mantenga un grado di flessibilità tale da garantire la sua esportabilità ad altre realtà comunali.

Si tenga inoltre presente che, in una situazione come quella attuale, in cui non c'è ancora un riferimento preciso a cui richiamarsi, tale flessibilità consentirà alla metodologia eleborata, da un lato, di adeguarsi ad un eventuale modello "nazionale" da seguire, dall'altro, di confrontarsi con altre possibili esperienze in corso.